Il turismo in Azerbaigian: Nostalgistan, Baku e Mar Caspio

L’anno è appena iniziato e non c’è periodo migliore per programmare le proprie vacanze. La decisione sulla meta da scegliere, spesso è condizionata da quello che vediamo e sentiamo su mete e destinazioni note. Ma se per una volta si decidesse di partire dall’Italia verso un Paese di cui non si sa proprio nulla?

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E’ questo quello che suggerisce per il 2020 la guida Lonely Planet: andare alla scoperta di mete di cui si sa poco o nulla come l’Azerbaigian, che festeggia quest’anno i 30 anni di indipendenza da Mosca e rappresenta il ponte di collegamento con il Nostalgistan. Cos’è il Nostalgistan? E’ quell’area che va dalla Siberia a Nord e la Cina ad Est e che raggruppa tutte le repubbliche centroasiatiche post comuniste. Per intenderci, tutte quelle il cui nome finisce in “-stan” (“terra di” in lingua turca).

L’Azerbaigian, pur non rientrando in questa categoria dal punto di vista filologico, ne è comunque parte fondamentale nonché porta di ingresso principale

 

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Baku e turismo: capitale sospesa tra brutalismo sovietico e rinascita culturale

I luoghi d’interesse a Baku sono molteplici e sono intrisi da elementi storici molto affascinanti. 

La religione della popolazione azera in Azerbaigian fonda le sue origini sul culto zoroastriano del profeta Zarathustra e sul culto del fuoco. Questa è infatti una terra ricca di gas naturali e petrolio che, sbucando dal sottosuolo ed infiammandosi, hanno incantato per secoli le popolazioni locali. Proprio questo culto del fuoco è alla base del progetto realizzato dall’architetto Zaha Hadid: il centro culturale Heydar Aliyev. Trattasi di un edificio dalle forme morbide che stacca nettamente dalle strutture di stampo sovietico che lo circondano. Lo stesso complesso di tre torri denominate Flame Towers ha l’obiettivo di riprodurre la forma, ma anche il colore, delle fiamme che sono elemento caratterizzante di questa terra.

Impossibile non scegliere di visitare anche l’Ateshagh, il tempio del fuoco eterno e luogo di culto per zoroastriani, indù e sikh. Purtroppo i sovietici hanno sfruttato i giacimenti di gas che lo alimentavano, ma una fiamma continua ancora ad ardere all’interno di quello che oggi è stato trasformato in un museo. 

Da sottolineare inoltre che la città vecchia di Baku è divenuta patrimonio dell’UNESCO e vive di un fascino unico e senza tempo. 

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Mar Caspio e turismo: la meraviglia di un mare, che mare non è.

 Baku è sicuramente una città degna di nota, il cui sviluppo degli ultimi decenni lascia esterrefatti. Accanto a costruzioni antiche e di stampo sovietico, iniziano ad affacciarsi moderne strutture di stampo decisamente più vicino a quello della frenetica Dubai. 

Per riassaporare i ritimi lenti che ci si aspetta da questa “terra di mezzo”, bisogna avvicinarsi alle sponde del Mar Caspio per addentrarsi verso le altre terre del Nostalgistan. Per vivere fino in fondo questa trasformazione, il modo migliore è intraprendere il viaggio a bordo del lentissimo traghetto Kompozitor Kara Karayev che, in un tempo non meglio definito, vi porterà sulle sponde kazake del Caspio, regalandovi due giorni di lentissima navigazione all’interno dell’oleoso mare centroasiatico. 

Da notare che l’eterna disputa tra “lago” e “mare” non si limita ad una mera questione di definizione, ma coinvolge tutti gli stati che vi si affacciano in quanto chiama in causa anche (e soprattutto) i diritti di sfruttamento petrolifero che variano a seconda della definizione. Al momento, comunque, la cosa sembra non interessare particolarmente e Iran, Azerbaigian, Turkmenistan, Russia e Kazakistan hanno deciso che non si tratta né di un mare né di un lago, rimandando a data da decidere la definizione ultima di questa situazione. 

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Buon viaggio!